Come la riduzione dei costi della politica danneggerà l’Italia

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Da un po’ di tempo si parla molto in Italia di ridurre i costi della politica: dimezzare i parlamentari, ridurgli lo stipendio, abolire le province, ridurre i dipendenti pubblici inutili come i forestali in calabria e la legione di dipendenti della regione Sicilia. Sembra essere un cambiamento rispetto al passato, quando gli interessi dei partiti e dei politici non venivano mai toccati e nemmeno discussi, e in effetti mostra una certa debolezza della classe politica rispetto al passato. Il problema è che gli italiani come al solito non hanno ben chiaro come funzionano le cose e quali siano i problemi reali.

Innanzitutto bisogna capire che i costi reali della politica non stanno negli stipendi dei parlamentari, ma nel loro lavoro. Con un parlamento e dei partiti efficienti e onesti si farebbero delle buone leggi, la qualità della vita migliorerebbe, l’economia migliorerebbe, tutto funzionerebbe meglio e alla fine gli stipendi dei politici sarebbero un problema estremamente marginale, che inciderebbe per una frazione minima del pil italiano.
Al contrario dei politici che malgovernano, sono incapaci o corrotti (spesso tutte e tre le cose insieme), fanno precipitare l’economia nel baratro, non è un caso se la Francia e la Germania sopportano la crisi e l’Italia no, né si può dare tutta la colpa ai debiti fatti da Craxi come se negli ultimi 30 anni non ci fosse stato nessun altro. Come per i benefici, anche i danni fatti dalla classe politica sono talmente tanti e tanto profondi che i loro stipendi alla fine sono l’ultimo dei problemi.

Si potrà dire “è vero che sarebbe meglio ridurre il numero dei politici eliminando gli incapaci e i corrotti, ma non potendo sceglierli ad uno ad uno quantomeno eliminandone un bel po’ si riducono i costi e si mantiene lo stesso livello di inefficienza e corruzione della politica; non è un gran guadagno ma è meglio di niente.” E invece no. Non si considerano gli effetti che l’abolizione delle province e il dimezzamento dei parlamentari avranno sui partiti. Partiamo dal presupposto che i partiti sono in gran parte marci, che i loro vertici sono consapevoli di molti affari sporchi, molto più sporchi delle lauree del Trota che riguardano accordi con la mafia, con banchieri, tangenti da industriali, operazioni finanziarie illegali, evasione fiscale… certo non tutti i politici sono disonesti, mettiamo per ipotesi che siano solo la metà. Quando metà dei politici in parlamento e tutti quelli delle province saranno mandati a casa cosa faranno i politici disonesti? Ricatteranno il partito o alcuni dirigenti minacciando di far avere alla magistratura le prove di certi traffici illeciti se non ricevono un posto sicuro in parlamento. E cosa faranno dei politici disonesti a capo dei partiti? Quando si tratterà di decidere chi sono gli uomini di punta che dovranno rimanere in parlamento essi sceglieranno i loro amici e complici, quelli con cui hanno affari sporchi, che sanno che terranno la bocca chiusa e continueranno a fare il lavoro sporco. In questo modo finirà che in parlamento arriveranno solo i politici più disonesti e corrotti, mentre gli altri saranno tagliati fuori.

Per questo non si può genericamente parlare di taglio dei costi della politica, ma bisogna tagliare i politici peggiori, che non sono solo quelli disonesti, ma anche quelli totalmente incapaci (a volte anche di intendere e di volere), o quelli assenteisti che hanno una poltrona ma vanno in parlamento un paio di volte all’anno. Il fatto che un parlamentare possa non farsi vedere mai e prendere comunque lo stipendio è molto più scandaloso, stupido e negativo per lo stato che dargli uno stipendio altissimo; nessuna altra persona può permettersi di non andare mai al lavoro ed essere pagata comunque (indipendentemente da quanto alto o basso sia lo stipendio). Così come è vergognoso che il parlamento vada in ferie, gli ospedali non è che chiudano ad agosto per far fare le ferie a medici e infermieri, né chiudono le fabbriche. Certo i dipendenti hanno un paio di settimane di ferie, ma le prendono scaglionate per far continuare a funzionare l’azienda, anche se a regime un po’ ridotto. Solo le scuole chiudono d’estate, quindi i politici dovrebbero essere dei bambini che sono troppo piccoli e deboli per sforzarli e farli lavorare tutto l’anno.
Un parlamento serio non andrebbe mai in vacanza, avrebbe un obbligo di presenza del 70%, e quelli che non lo rispettano dovrebbero essere privati immediatamente della persona, cacciati per sempre da qualunque carica pubblica, privati di tutti gli stipendi fino ad allora ricevuti e senza maturare alcuna pensione dagli anni passati in parlamento.

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2 Commenti

  1. Pubblicato il 02/08/2012 alle 01:18 | Permalink

    Ottimo post, però dimentichi che un politico che si fa corrompere lo farà con uno stipendio di 3000 euro mensili come uno stipendio di 30.000..

    Inoltre, finché non saranno ripristinate le preferenze, è chiaro che i segretari di partito potranno portare in Parlamento domestici, mignotte, avvocati e segretarie.

    Vedi il caso dell’igienista “mentale”..
    Ciao

    PS: son semper mi

    • Pubblicato il 02/08/2012 alle 01:46 | Permalink

      le preferenze non sono una soluzione, i partiti si limiterebbero a espellere tutti i membri onesti più popolari che potrebbero essere eletti, e terrebbero degli onesti solo quelli così anonimi o poco simpatici che quasi certamente non saranno mai eletti. La democrazia cristiana e il partito socialista di Craxi hanno funzionato perfettamente con le preferenze, perchè non sono un modo per prevenire la corruzione, l’unico modo è punire i corrotti. Anche Berlusconi o la Carlucci saprebbero governare bene un paese se sapessero che se non lo facessero sarebbero linciati dalla folla, l’onestà in democrazia non è una dote particolarmente importante, Andreotti ne è un esempio, ha governato facendo patti con la mafia, è vero, ma nel momento in cui la mafia ha dichiarato guerra allo stato Andreotti non ha esitato ad agire contro la mafia, perchè aveva senso di responsabilità, anche se non onestà assoluta. Ma anche senza avere senso di responsabilità basta avere paura per lavorare bene. Ma se non hai né responsabilità né paura allora solo un miracolo potrà renderti un buon politico in una democrazia.

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