Il bue e l’asinello sono meglio di Maria

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Ciò che all’interno di una cultura è dogma o tradizione dall’esterno appare come un mito o una superstizione. Nessuno oggi ha dubbi sull’inesistenza di Zeus o di Marduk, ma altrettanto non si può dire per il Dio cristiano nonostante ci siano le stesse prove della sua esistenza di quelle che ci sono a favore di Zeus. Anche chi è profondamente ateo non tratta questi due dei allo stesso modo, considerando implicitamente inferiore Zeus, se non altro per il fatto che non c’è bisogno di cercare di dimostrare o ribadire che non esiste.

Oltre agli dei ci sono anche gli eroi e i fondatori delle religioni, che stanno a metà tra la storia e il mito. A volte non si sa nemmeno se sono esistiti, come nel caso di Achille e Agamennone per gli eroi e Lao Tsu per le religioni (facendo rientrare per brevità e semplicità il taoismo nella categoria delle religioni), altre volte sono così lontani nel tempo da non permettere di sapere quasi nulla di certo, come per Romolo o Buddha. Mentre non ci sono eroi abbastanza vicini a noi da poter divenire personaggi reali (altrimenti non sarebbero più eroi mitici ma storici), ci sono fondatori di religioni come Maometto che sono vissuti in tempi relativamente recenti e in culture che conoscevano la scrittura e potevano documentare più o meno esattamente i fatti.

Nel caso di Gesù siamo a metà tra questi due estremi. Certo non ci sono dubbi sul fatto che sia un personaggio realmente esistito, ma il fatto che sia vissuto duemila anni fa e che fosse considerato un dio (o almeno con una natura nel contempo umana e divina) non aiuta l’obiettività dei testi che sono sopravvissuti. Maometto se non altro era considerato solo un profeta, quindi ad esempio non era sacrilego riportare che si era sposato, ma Gesù avendo quest’aura di santità e spiritualità e stato ricordato nei vangeli solo come il predicatore del regno di Dio e il salvatore dell’umanità, non si sa nulla della sua vita privata (se avesse moglie e figli, o almeno qualche amante) né di quello che pensasse della società (molti suppongono che appartenesse agli esseni, che erano i comunisti della comunità ebraica). Il fatto che La Chiesa poi a partire dal medioevo abbia avuto il controllo dei testi (sacri e non) e della loro scoperta e pubblicazione rende ancora più faticoso capire chi fosse Gesù, perché per secoli la Chiesa ha potuto distruggere o secretare i documenti che lo ritraevano in maniera differente da quella che ad essa faceva comodo.

In questo modo si sono creati dei miti che, come dicevo all’inizio, sono presi sul serio (o almeno con un minimo di serietà) solo da chi è cresciuto in una società cristiana. Nessuno ad esempio crederebbe mai alla verginità di Maria, ma curiosamente la Chiesa cristiana lo considera un dogma. Sarebbe un po’ come se oggi qualcuno credesse ancora che facendo accoppiare una donna con un toro possa uscire un minotauro, tuttavia pochi la trovano una cosa ridicola. Anche nel buddismo esiste qualcosa di simili: si dice che il Buddha sia nato dal fianco di Maya con un parto indolore. Tuttavia è solo uno dei tanti particolari della vita del Buddha che hanno significati allegorici: precisamente che, essendo nato per insegnare la liberazione dal dolore, non fece del male nemmeno alla madre alla nascita; il fatto che sia nato da un fianco e che il parto fosse indolore indica anche l’eccezionalità dell’evento (anche Krishna si pensa sia nato con parto indolore). Il senso del parto indolore di Maria va ricercato probabilmente nella genesi, quando dio caccia Eva dicendole “tu partorirai con gran dolore”, dicendo che Maria non ha provato alcun dolore si vuole sottintendere che Gesù non aveva il peccato originale, come tutti gli uomini nati dopo la cacciata dall’Eden.

L’insistenza della Chiesa sulla verginità di Maria, tanto da farne un dogma della religione come se fosse un insegnamento fondamentale, è molto curiosa, e indice del rapporto malato col sesso che ha contraddistinto per secoli la Chiesa. Il mito della verginità di Maria nasce dal vangelo, ma è stata la Chiesa che lo ha successivamente elevato questo particolare, uno dei tanti, a dogma. Può sembrare un particolare irrilevante ma ha avuto un peso enorme nella storia per via di tutte le conseguenze secondarie che da esso si sono diramate. Basterebbe pensare cosa sarebbe successo se invece del dogma della verginità di Maria ci fosse stato quello del bue e dell’asinello.

Anche il bue e l’asinello sono dei particolari simbolici della nascita di Gesù, ad indicare che era nato tra i poveri e per i poveri. Non c’è nessuna ragione logica per privilegiare un particolare rispetto ad un altro, è solo una questione di scelta del messaggio che si vuole dare, anche se bisogna dire che il bue e l’asinello se non altro risultano credibili senza bisogno di un atto di fede. Eppure se i due animali fossero stati il fulcro di un dogma avremmo avuto una chiesa povera, che magari invece di costruire cattedrali gigantesche avrebbe fatto messa nelle stalle, o in luoghi piccoli che potevano ricordare una stalla. Pensate il Papa in piazza San Pietro che parla e ogni tanto l’asino accanto che raglia per segnalare che è d’accordo anche lui (oppure pensate all’asino che lo scalcia giù dal balcone, come preferite). Sarebbe stata una Chiesa e una storia completamente diversa. Oggi decine di milioni di persone in Africa non sarebbero morte o morenti per colpa dell’aids se la Chiesa oltre a comprare vaccini per i bambini avesse comprato anche preservativi per i genitori. La mafia avrebbe forse potuto essere limitata se la Chiesa invece di preoccuparsi delle leggi sull’aborto e sul divorzio avesse pensato ai rapporti di Andreotti e Berlusconi con la mafia e li avesse denunciati. E la Chiesa non avrebbe perso tanti fedeli se invece di tuonare ogni settimana sul rispetto della vita anche prima della nascita il Papa si fosse occupato del rispetto della vita di chi è già nato ed è disoccupato, povero, drogato, o ignorante.

La morale sessuale può sembrare una cosa secondaria, uno dei tanti aspetti della dottrina della Chiesa, ma finisce per avere effetti enormi perché condiziona i politici che possono essere appoggiati in cambio della mancanza di leggi più estese sull’aborto, e riserva molto del tempo del Papa, dei vescovi e dei singoli preti a parlare di argomenti inutili o idioti. Se i preti non parlassero del divieto del sesso prematrimoniale, dell’astinenza, dell’omosessualità, dell’aborto e della contraccezione nella maggior parte dei casi al di fuori della messa starebbero zitti la maggior parte del tempo. Almeno per quanto riguarda i preti italiani, all’estero la mentalità è diversa, in Africa poi chi ci rimane per un po’ di tempo capisce quale sia la realtà vera, indipendentemente dalle idee che poteva avere prima.

Nei villaggi africani i buoi e gli asinelli ci sono ancora.

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Un Commento

  1. Pubblicato il 22/01/2017 alle 15:39 | Permalink

    Anais, solo tienes que insertar el código tal cual una página web, pero sólo usa lo que figura entre las etiquetas sin insertar &ecaote;stas.Saludus

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