Come e perchè potrebbe morire Beppe Grillo o il suo movimento

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Non so se è una questione di pessimismo, di naturale sfiducia negli italiani, o se sia semplicemente una analisi realista, ma non ho nessuna fiducia nel possibile successo dell’azione politica di Grillo. E per successo non intendo la conquista del potere, ma il cambiare veramente il paese in meglio, il risolvere i problemi del debito, della mafia, della corruzione, del clientelismo, della disoccupazione, e più in generale la mancanza cronica di senso civico e speranza nel futuro degli italiani. L’Italia è un paese troppo ingessato, anzi imbalsamato (perché già morto), per potersi risvegliare con qualche riforma e un po’ di uomini onesti, e a meno che Grillo non abbia nascosto in cantina qualche migliaio di kalashnikov o non abbia intenzione di istituire realmente dei tribunali del popolo con impiccagioni pubbliche una volta raggiunto il potere, Grillo non ha intenzione di fare una vera rivoluzione perché, come direbbe Stalin, ha troppa paura di rompere le uova per fare la frittata. Ma gli avversari che si trova di fronte non hanno alcuna paura e alcuna morale, chi scioglie i bambini nell’acido o è amico di chi scioglie i bambini nell’acido non si fa tanti scrupoli se qualcuno incomincia a diventare pericoloso. Così questo post è dedicato ai metodi con cui Grillo sarà fermato, facendo varie ipotesi sulle armi che potrebbero essere utilizzate.

Il metodo più semplice per fermarlo prima delle prossime elezioni è assassinarlo. La mafia, la camorra e la ‘ndrangheta sono piene di killer, i servizi segreti pure, quindi non mancano né gli assassini né i mandanti (in Italia soprattutto i mandanti non mancano mai, anche se non ne è mai stato preso uno finora). Ma come si potrebbe uccidere Grillo senza farlo passare per un assassinio politico? Si potrebbe ad esempio far irrompere un gruppo in casa sua la notte uccidendolo fingendo una rapina, poi si mette la polizia sulla pista di una banda di rapinatori rumeni che aveva già fatto colpi nella zona, si arrestano i primi criminali rumeni che si trovano creando delle prove false che tanto nessuno controllerà, e il gioco è fatto. Un altro sistema è l’incidente: sabotare i freni della macchina, investirlo in mezzo alla strada o far spiaccicare la sua macchina da un tir. In questo modo nessuno potrà pensare subito all’assassinio politico e, con il controllo dei media, nessuno avrà mai la possibilità di suggerirlo più di quanto qualcuno abbia avuto la possibilità e il coraggio di suggerire che Berlusconi c’entrasse qualcosa con la morte di Falcone e Borsellino, i primi a dirlo oggi sono gli stessi mafiosi, coi giornalisti che prudentemente se ne stanno ancora zitti non sapendo se il regno di Berlusconi è realmente destinato a finire nel prossimo futuro.

Un altro metodo, più all’italiana, sarebbe la corruzione. Grillo sopravvive, anche se magari gli si possono fare continue minacce di morte, a lui e a tutti i suoi candidati, tanto per fare un po’ di pressione, ma appena manda i suoi candidati al parlamento si incomincia a lavorarli. Innanzitutto si cerca di comprarli perché entrino in un altro partito dicendo qualcosa di negativo nei confronti di Grillo (tipo che il suo non è un vero partito, che sono tutte parole, che gli altri politici sono seri e non sono tutti ladri…). Se questo non funziona si cerca di farli entrare nel giro delle tangenti, potranno continuare ad essere Grillini e riempirsi il conto in banca con qualche milione di euro in cambio di qualche favore; non c’è bisogno di nessun complotto, le offerte di tangenti arriveranno naturalmente da tutta Italia, come sempre arrivano a chiunque, perché il sistema ha sempre funzionato così, dunque quanti di questi nuovi e onesti parlamentari resisteranno alla tentazione? Sanno che sono sotto gli occhi di Grillo e di tutti quelli che seguono le vicende dei suoi parlamentari, a differenza degli altri parlamentari i cui votanti poi dopo il voto non li seguono, o li seguono solo tramite i media controllati dagli stessi partiti e addomesticati a dovere. Ma alla fine che cosa gliene dovrebbe fregare? Magari Grillo parlerà male di loro, qualcuno li insulterà, ma ormai sono stati eletti, il posto ce l’hanno e quando vogliono troveranno subito un altro partito disposto ad accoglierli. Un altro sistema per convincere i grillini a desistere è lo spionaggio: avendo servizi segreti e potendo pagare decine di investigatori si possono sapere vita morte e miracoli di tutti quanti, tutta la loro famiglia, la loro storia e le loro azioni potranno essere studiate per trovare qualcosa con cui ricattarli. È quello che Berlusconi aveva già fatto preventivamente con Fini, così quando lui si è allontanato dopo un paio di giorni magicamente è venuta fuori la storia della casa a Montecarlo. E non si tratta semplicemente di trovare dei crimini, se fossero persone oneste non sarebbe abbastanza ovviamente, si potrebbe trovare ad esempio che un politico ama vestirsi da donna e fare qualche foto, oppure immortalarlo mentre fa salire una prostituta in macchina (meglio se trans perché è più umiliante), oppure scoprire che un parente in passato era stato accusato di pedofilia, magari poi venendo scagionato perché non c’entrava niente, e minacciare di rovinargli la vita parlandone per giorni su tutte le televisioni mettendo nome e foto. E se anche non si riesce a trovare niente di compromettente si può sempre inventarlo, basta una donna che finga di essere stata violentata ad esempio, tanto avendo il controllo dei media tutti i giornalisti simultaneamente e in coro diranno tutti le stesse cose ripetendo qualunque accusa falsa, non importa quanto inverosimile, facendola sembrare più o meno credibile. E per ultima, se proprio non funziona nient’altro, c’è l’intimidazione: le minacce di morte, di vendette trasversali, i proiettili recapitati a casa, i messaggi sulla segreteria che ti dicono “quanto è bello tuo figlio, speriamo che possa diventare grande”, la polizia che non ti concede la scorta, o ti mette al massimo una persona ad accompagnarti…

Grillo probabilmente non si rende conto del pericolo che corre, e ancor meno se ne rendono conto quelli che lo seguono e vorrebbero andare al parlamento. Non capiscono che sono decenni e decenni che in parlamento non c’è che una ristretta minoranza di persone oneste, e il sistema non può accettarne decine iniettate tutte in una volta e tutte nello stesso partito, perché che figura ci farebbero gli altri? Finché la gente pensa che siano tutti ladri e non esista un altro modo di fare politica va bene, ma se dovessero avere un metro di paragone “normale” con dei politici che cercano di fare il loro lavoro ci sarebbe la rivoluzione, sarebbero linciati tutti in poco tempo i membri dei partiti tradizionali, e se anche non fossero linciati dovrebbero trovarsi un lavoro vero perché nessuno li voterebbe più. Ma dall’esistenza dei partiti corrotti tradizionali dipende l’esistenza delle mafie, i privilegi della Chiesa, i finanziamenti di miliardi di euro alle grandi e medie aziende private che vivono di soldi pubblici dalla Fiat in giù, le banche che hanno bisogno dello stato per superare la crisi e per poter continuare a falsificare i loro bilanci, e anche i singoli cittadini disonesti hanno bisogno della corruzione per poter continuare ad evadere il fisco. Ai tempi della rivoluzione francese i nobili a Versailles consumavano l’1% del pil dello stato francese, oggi la ‘ndrangheta da sola guadagna quanto lo stato italiano, e la Chiesa è proprietaria di un quarto dei beni immobiliari, insomma oggi stiamo messi molto peggio che non la Francia prerivoluzionaria, anche senza considerare gli enormi danni della corruzione nella politica e nell’economia.

Questo ovviamente non va visto come un articolo per suggerire di uccidere Grillo o per suggerire come corrompere i grillini, è solo una analisi su quello che quasi certamente accadrà, diciamo anche una scommessa sulle mie analisi storiche per vedere se sono realmente in grado di prevedere il futuro, e magari un giorno mi renderà famoso se qualcuna delle mie ipotesi dovesse avverarsi. Anche perché non c’è bisogno di suggerire queste cose in Italia, perché questa è la stessa italia in cui sono stati uccisi Mattei, Pasolini, Sindona, Calvi, Falcone e Borsellino, oltre che innumerevoli giornalisti e magistrati “minori” del cui nome ormai non ci si ricorda più, tutti uccisi per evitare che parlassero, che intaccassero il sistema. E per nessuno si è mai trovato il mandante, se non Riina nel caso dei due giudici, ma anche lì non si è indagato oltre su collusioni politiche. L’Italia è anche il paese in cui tutte le stragi non hanno un colpevole, da Portella della Ginestra ad oggi, mentre quando c’è un attentato di una persona sola come quello di Brindisi il colpevole viene subito preso, quando c’è un delitto politico magicamente colpevoli e ancor più mandanti non saltano mai fuori, e spesso non vengono nemmeno cercati.
Montanelli quando si trovò per la prima volta in Giappone e rimase bloccato all’aeroporto ascoltava i giapponesi parlare tra loro, e sentiva spesso la parola “anokata”, così finì per credere che ci fosse un signor Ano Kata che doveva un qualche personaggio importante che bisognava consultare per risolvere il problema per cui lo avevano fermato. Poi dopo un po’ di tempo gli spiegarono che non è un nome ma un pronome: anokatatachi (あの方達) significa “loro”, intendendo genericamente dire “quelli che comandano”, senza dargli un nome preciso perché il nome non aveva importanza. Montanelli rimase sorpreso di uno stato in cui chi ha il potere non si mostra e non lo mostra, e il potere e lo stato sono indefinibili e impersonali, tutto il contrario della dittatura fascista con le effigi di Mussolini dappertutto e i saluti al duce, che diveniva il simbolo e la personificazione del potere. Ecco, in Italia succede il contrario nel caso delle stragi e degli assassini politici: i colpevoli e i mandanti sono sempre darehitori (誰一人), cioè “nessuno”.

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